Ora siamo qui, tra i rami
nel peso della terra.
Graffia i nomi nei muri
cercali nelle vene
nel sangue disseccato
nel racconto di queste mute porte.
Scava nella terra il segno che ci ferma
le ossa, l’ocra che nel battesimo
fu acqua, la stabilità e il patto.
Accogli le crepe, l’acredine
la rotazione della terra
il rumore delle bocche e delle
voragini, il filamento tortuoso
del rame, nel ventre.